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Buoni Postali Adiconsum recupera 100mila €

Rendimenti pari a 96.000 euro (a fronte di un investimento di 12.000.000 milioni di vecchie lire, invece dei 51.000 euro già riscossi) e 8.000 euro (per un investimento di 1.000.000 milioni di vecchie lire, invece dei 2.891 euro già riscossi) è il risultato ottenuto da due cittadini bolognesi, assistiti da Adiconsum, Associazione difesa consumatori e ambiente promossa dalla Cisl, dell’Area metropolitana bolognese, dopo il ricorso contro Poste Italiane che non voleva riconoscere pienamente i rendimenti indicati sul retro dei titoli (buoni fruttiferi postali della serie «Q/P»).

La questione giuridica sottoposta all’esame dell’Arbitro Bancario e Finanziario dall’Associazione consumatori della Cisl concerne le condizioni di rimborso dei buoni. L’intermediario collocatore – Poste Italiane- ha, nell'atto dell'emissione, utilizzato un modulo cartaceo della vecchia serie «P» quando risultavano in collocamento i buoni della serie «Q». A ciò si aggiunge l’emanazione del D.M. 13/6/1986,che stabilisce che i tassi di tutte le serie precedenti siano , a decorrere dal 1/1/1987 , convertiti ai tassi della serie «Q».

“I buoni fruttiferi oggetto del ricorso- – chiarisce Caterina Vinci, referente di Adiconsum Area metropolitana bolognese - risultano essere stati emessi in epoca successiva all’emanazione del decreto ministeriale e, dunque, in un momento in cui la serie P non era in corso. Sui buoni è stato quindi apposto un timbro recante l’indicazione della serie Q e dei nuovi rendimenti sul retro, ma unicamente prendendo in considerazione il periodo che va dal 1° al 20° anno di possesso, senza nulla prevedere invece per il periodo che va dal 21° al 30° anno”.

“Ecco quindi che l’Arbitro Bancario e Finanziario, interpellato su quali fossero i tassi da applicare dal 21° anno in poi, ha rilevato – prosegue la referente Adiconsum- un legittimo affidamento del cliente sulla validità dei tassi d’interesse riportati sui buoni, tassi più alti perché riferiti ad una serie precedente. Poste Italiane è quindi tenuta al pagamento, in favore del ricorrente, degli importi calcolati sulla base delle condizioni riportate sul retro del titolo, oltre che al pagamento delle spese della procedura”.

“Consigliamo – conclude Vinci - chi si sia in possesso di questa particolare serie di buoni postali di non fermarsi di fronte al rifiuto sistematico di Poste Italiane di rimborsare secondo i tassi riportati sul titoli. E' possibile infatti rivolgersi presso Adiconsum anche in caso di buoni già riscossi, poiché gli uffici postali sono tenuti a rilasciare, su richiesta, le copie dei buoni incassati, la contestazione resta quindi possibile anche ad incasso avvenuto”.

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