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Cogne sindacati non si fidano

Fim, Fiom e Uilm replicano in una nota alla Dirigenza esprimendo le proprie perplessità sull'attuale cessione della Cogne di Imola alla francese NSC Group.

Leggiamo sulla stampa la posizione della Cogne circa l’attuale situazione aziendale per bocca del Presidente ing. Nobili, ma nelle sue affermazioni non sono poche le perplessità che dobbiamo a malincuore rilevare.

Nel recente incontro intercorso, l’ing. Nobili ha ribadito che nella trattativa, ormai conclusa e non in fase di conclusione, ci sarebbe una clausola di salvaguardia territoriale per l’azienda e per i lavoratori. Purtroppo, ad oggi, ufficialmente nulla ci è stato fornito in merito.

Il fatto di affermare che il non mantenimento degli impegni si tramuti semplicemente nel non rispetto degli accordi sottoscritti, non può certamente tranquillizzarci, né tranquillizzare i 27 dipendenti attualmente in organico.

Non poche vicende aziendali si sono sviluppate negli anni con acquisti di aziende estere, spesso concorrenti come in questo caso, dove l’unico interesse manifestatosi era quello di azzerare la concorrenza per avere il monopolio nel settore.

Del resto erano le stesse perplessità che manifestammo nel 2014 e che spinsero la nota cordata territoriale ad intervenire nell’operazione di acquisizione.

Nel 2014 ci furono date garanzie di sviluppo ed investimenti, che nel corso di questo quinquennio non abbiamo riscontrato, nonostante più volte nel corso degli incontri aziendali avessimo manifestato perplessità sullo stato di obsolescenza dei prodotti e soprattutto dei macchinari aziendali.

L’azione di rinascita auspicata e promessa in realtà mai si è materializzata nel quinquennio e l’epilogo a cui stiamo assistendo era facilmente prevedibile sin dal 2014.
In realtà, in tutto ciò, chi effettivamente ha tratto giovamento è proprio l’azienda francese che ha già ufficializzato l’operazione attraverso il proprio sito internet e che faceva parte già della vecchia proprietà che tanto è stata criticata dall’attuale cordata cedente.
Un fallimento totale sotto ogni profilo dal punto di vista imprenditoriale.

E a ben poco valgono le motivazioni avanzate nell’intervista dall’ing. Nobili. Le difficoltà di mercato e contingenti che la Cogne può avere incontrato sono le stesse con cui si è dovuta confrontare la società francese che oggi sta rilevando l’azienda.
Probabilmente il mercato è stato affrontato e gestito con una capacità manageriale e commerciale ben differente.

La vendita proprio a NSC GROUP dimostra tale fallimento e consegna la Cogne nelle mani di coloro che sono stati criticati per la precedente gestione e a cui ci si era contrapposti per evitare la chiusura nel 2014.

Oggi è una resa incondizionata e ciò che doveva accadere nel 2014 purtroppo si profila all’orizzonte oggi.

Come organizzazioni sindacali ci opporremo con ogni mezzo consentito dalla normativa all’epilogo finale. Pretendiamo di essere al tavolo delle trattative di cessione, così come nel 2014 la nuova cordata ci chiese di essere al suo fianco nell’operazione.
Oggi a maggior ragione, in quanto il pericolo di una chiusura progressiva del plesso è ancor più realistica.

Le procedure per un tavolo di crisi in città metropolitana sono state già avviate da parte nostra, ma senza idonee garanzie lavorative, sicuramente la gestione della Cognetex dovrà vedere come approdo il tavolo regionale.

Come organizzazioni sindacali faremo la nostra parte, ma è indubbio che nella difficile gestione della partita chiediamo la discesa in campo anche dell’attuale proprietà e dei consiglieri regionali del territorio a strenua difesa e salvaguardia di questi posti di lavoro.
Fim Fiom Uilm
territorio di Imola

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