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Distribuz. Coop. ora il giusto contratto

Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS ritengono fondamentale rinnovare il CCNL dei dipendenti della Distribuzione Cooperativa, ormai scaduto da quattro anni, e dopo lo sciopero del 22 dicembre 2017 continuano la mobilitazione nel tentativo di arrivare ad una positiva soluzione della vertenza.

Da quattro anni 70.000 addetti in tutta Italia, oltre 4500 nella provincia di Bologna, aspettano il rinnovo del contratto nazionale del settore distribuzione cooperativa.

Cosi' Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs dell’area metropolitana bolognese lanciano, dopo l’avvio, nel mese di marzo, della campagna di comunicazione nazionale su media e social, a supporto del rinnovo del Contratto Nazionale, la campagna di sensibilizzazione rivolta a soci e clienti. A Bologna e Imola la mobilitazione scatterà martedì 24 aprile, alla vigilia della festività del 25, si articolerà a partire da volantinaggi che coinvolgeranno le due più grandi e rappresentative catene del settore e del territorio Coop Alleanza 3.0 e Coop Reno, per poi articolarsi in alcune zone della città e provincia per coinvolgere soci e consumatori dei punti vendita di vicinato. A Imola la campagna di sensibilizzazione di articolerà anche in concomitanza del mercato ambulante settimanale e in centro città.

Lo scopo dell’iniziativa è quello di sensibilizzare soci e consumatori rispetto ad una situazione che ormai si protrae da troppo tempo, infatti nonostante i ripetuti proclami, delle associazioni datoriali che rappresentano il settore, a favore del rinnovo del Contratto Nazionale, le cooperative pretendono ancora una mediazione tutta sbilanciata a favore delle imprese, con la pregiudiziale della retribuzione dei primi tre giorni di malattia. Pregiudiziale a cui poi si aggiungono tutte le altre numerose richieste che, se recepite, svuoterebbero di fatto il contratto nazionale di tutti quegli elementi che danno sostanza reale al concetto di distintività cooperativa. Inoltre resta ancora indeterminata la disponibilità salariale per il rinnovo. A questo punto la misura è colma!

Le cooperative, mentre affermano a soci, clienti e istituzioni la propria distintività di impresa, negano nel contempo il giusto salario per il lavoro svolto proprio dalle donne e dagli uomini che quotidianamente operano per consolidare tale modello.

Superata la crisi, non ci sono più giustificazioni per ulteriori ritardi. Le imprese della cooperazione devono restituire ai propri dipendenti il diritto ad avere un contratto collettivo di lavoro che regoli i rapporti di lavoro in modo equilibrato e duraturo.
Le lavoratrici e i lavoratori della distribuzione cooperativa continuano invece a subire in assenza di contratto un progressivo peggioramento delle proprie condizioni di lavoro che non può che determinare la prosecuzione della mobilitazione, in tutte le sue forme e articolazioni.

 

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