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Elezioni Cisl scrive ai candidati metrop.

In vista delle elezioni di marzo la Cisl scende in campo e scrive ai candidati del territorio metropolitano, presentando il pacchetto di proposte contenute nel documento "Italia 2018 La Cisl per l'Europa, il lavoro, il fisco, il welfare", illustrato, a Roma, dalla segretaria generale Annamaria Furlan, collegandolo ad una serie di temi e bisogni locali che devono trovare risposte.

Sono quattro le parole d'ordine del documento: Europa, lavoro, fisco e welfare, che devono, secondo la Cisl, essere al centro dell'agenda della prossima legislatura. Tra le misure proposte: una maggiore attenzione per i giovani con il potenziamento della Garanzia Giovani, dell'alternanza scuola-lavoro e dell'apprendistato duale, più integrazione all'interno dell'Unione Europea, politiche attive per il lavoro, un potenziamento del ruolo della contrattazione, un bonus fiscale di 1.000 euro per i redditi fino 40.000 euro ed una maggiore diffusione dei pagamenti elettronici.

"Siamo scesi in campo con un nostro manifesto - dichiara il segretario generale della Cisl Area metropolitana bolognese Danilo Francesconi- perché stiamo assistendo ad una campagna elettorale piena di slogan e di dichiarazioni di abrogazioni ma un po' priva di proposte concrete e realizzabili. Il sindacato, come attore sociale, vuole invece continuare a dare il proprio contributo con parole ed azioni concrete, tenendo sempre ben presente che il lavoro e la sua tutela rappresentano la prima e la più grave questione sociale del paese. Vogliamo inoltre sottolineare che tutte le misure e le manovre da adottare dovranno essere in un chiaro contesto europeo di riferimento. I parlamentari che eleggeremo e che andranno a Roma dovranno anche portare le istanze e le problematiche del nostro territorio, ecco perché abbiamo deciso di sensibilizzarli direttamente".

A proposito di partecipazione dei lavoratori alla vita dell'azienda la Cisl sottolinea che nel nostro territorio abbiamo tante buone prassi che possono diventare modelli per il territorio nazionale. Il sindacato ribadisce che produzione e dignità dei lavoratori devono viaggiare di pari passo ed essere gestite con strumenti contrattuali adeguati al lavoro 4.0, auspicando, inoltre, che la prossima legislatura veda finalmente regole più certe sulla democrazia economica nel nostro paese.

Per quanto riguarda la fiscalità locale, la Cisl propone di portare una modifica al TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) affinché i Comuni e le Regioni possano avere la possibilità di differenziare tra redditi di lavoro dipendente o pensione e redditi di lavoro autonomo, applicando così una serie di esenzioni diverse mirate ad una maggiore equità.

In tema di politiche abitative ed infrastrutturali, ricordando che nel territorio continua a persistere una forte problematica relativa alle abitazioni in affitto in edilizia residenziale pubblica o a canone concordato, la Cisl esorta i parlamentari a ripristinare, con un adeguato finanziamento, il Fondo nazionale per l'affitto, visto che nel corso degli anni è venuto a mancare completamente tale sostegno e si è potuto fare affidamento solo sulle risorse messe in campo da Regione e dai Comuni.

Sempre tenendo presente che l'invecchiamento della popolazione interessa particolarmente il nostro territorio, solo a Bologna, infatti, nel 2030, gli over 65enni saranno oltre il 34% della popolazione, secondo la Cisl è auspicabile intervenire per adeguare gli immobili, sia pubblici che privati per eliminare le barriere architettoniche, prevedendo sgravi fiscali simili a quelli introdotti per l'adeguamento energetico degli immobili. Tale misura porterebbe con sé anche nuove prospettive occupazionali per il settore dell'edilizia.

Rammaricandosi ancora per la mancata approvazione della legge sullo Ius Soli la Cisl mette poi l'accento sul fatto che l’immigrazione ed i contributi dei migranti sono, pertanto, essenziali per il mantenimento del welfare per i residenti dei paesi che li accolgono e quindi anche del nostro territorio. Ecco perché è arrivato il momento di adottare delle politiche in grado di tenere insieme integrazione e sicurezza che non passano certo attraverso la riapertura dei Cie, mentre sui Centri per il rimpatrio si rende necessaria una discussione più ampia a livello regionale per una soluzione condivisa.

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