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Continua, anche oggi, il presidio davanti ai cancelli dell'ex Bredamenarinibus, i lavoratori, come deciso in assemblea, sono in sciopero e non lasciano entrare i mezzi per portare via il materiale utile alla fabbricazione degli autobus destinato allo stabilimento di Flumeri.

Nella serata di ieri, lunedì 3 aprile, è arrivata una lettera di impegni da parte dell'azienda giudicata dai lavoratori e dai rappresentanti sindacali insufficiente, in quanto non dà certezze sul futuro dello stabilimento bolognese

Fim Cisl , Fiom Cgil e Uilm Uil annunciano che è stato richiesto un incontro urgente con la direzione aziendale che si terrà domani, mercoledì 5 aprile. A seguire si terrà l'udienza conoscitiva in Regione con l'assessore alle Attività Produttive Palma Costi.

"Mercoledì- dichiara Luigi Zanini segretario generale Uilm Bologna - l'azienda ci dovrà garantire cosa verrà prodotto a Bologna e quali sono le commesse destinate allo stabilimento bolognese".

"Chiederemo - dichiara Sandra Ognibene della Fiom Cgil Bologna - alla Regione di impegnarsi per il rispetto, da parte degli azienda, degli accordi già sottoscritti in sede istituzionale e dei piani industriali che l'azienda ha condiviso con le organizzazioni sindacali".

"Il presidio di Bologna - dichiara Roberta Castronuovo, segretaria generale aggiunta della Fim Cisl Area metropolitana bolognese - è infatti a tutela della futura occupazione di entrambi gli stabilimenti di Bologna e Flumeri, i piani industriali condivisi devono essere rispettati".

"La Fim Emilia-Romagna - dichiara il segretario generale Giovanni Caruso - segue con attenzione le vicende che stanno avvenendo in Industria Italiana Autobus, ex Breda Menarinibus, ed è impegnata a inchiodare l'azienda sulle proprie responsabilità. Domani, al tavolo istituzionale previsto in Regione, i metalmeccanici della Cisl regionale e quelli dell'Area Metropolitana Bolognese, insieme, ribadiranno come sia necessario che anche le istituzioni, a tutti i livelli, facciano leva sul rispetto degli impegni presi dall'azienda al Mise e, di conseguenza, pretendano la piena attuazione degli investimenti concordati"

 

 

 



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