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Ex Breda preoccupazione sindacati

A tre giorni dall’incontro che si terrà al Mise, quello che sta succedendo alla IIA (ex Bredamenarini) è una rappresentazione di totale confusione che si pone, tra l’altro, in contraddizione con tutto quello che è stato detto nei diversi tavoli ministeriali; infatti, l’azienda ha recentemente trasferito sei Tir pieni di materiali e attrezzature ci è stato detto inviati ad Avellino, ma ci potrebbe essere l’intenzione di continuare la produzione presso lo stabilimento di Karsan, in Turchia. 


Non si concretizza la ristrutturazione dello stabilimento, anzi sappiamo che il servizio mensa rischia di essere messo in discussione sembra per il mancato pagamento della fornitura. I dirigenti aziendali stanno inoltre chiamando i lavoratori, indistintamente dalla loro professionalità, per offrire loro 15mila euro che dovrebbero essere accettati in quanto la direzione avrebbe fatto sapere della imminente chiusura dello stabilimento.

Pensiamo che si stia imboccando la via del non ritorno. Le responsabilità sono di Governo, Finmeccanica e IIA, perciò utilizzeremo tutti i mezzi necessari affinchè l’azienda non chiuda, anche se una tale situazione presenta gravi ed evidenti anomalie. Per questi motivi, i lavoratori riuniti in assemblea danno mandato alle Organizzazioni sindacali, affinchè si faccia una volta per tutte chiarezza su queste gravi anomalie. Nello stesso tempo risulta chiaro che il Governo, che ha trovato l’attuale imprenditore (sebbene con le perplessità della stessa Finmeccanica) deve ora trovare un’alternativa e un progetto industriale che possa garantire la produzione di entrambi gli stabilimenti di Bologna e Avellino e la relativa occupazione.

Il Governo deve rispondere di ciò che sta avvenendo perché i lavoratori hanno già fatto molteplici sacrifici di carattere economico e di prospettiva occupazionale. E’ paradossale che in questo paese le commesse per il trasporto pubblico utilizzato dalla cittadinanza vengano costruite all’estero, in questo caso in Turchia. E’ altrettanto incomprensibile e inaccettabile che, nello stato in cui versa il nostro paese, i veicoli che vengono finanziati dal sistema pubblico, a parità di qualità, non vengano prodotti in Italia.

In concomitanza dell’ incontro del 25 maggio i lavoratori si riuniranno in assemblea per seguire l’ andamento dell' incontro in collegamento diretto con il tavolo di trattativa al Mise a Roma. Invitiamo gli Organi di stampa a seguire l’evoluzione della trattativa.

Fim-Fiom-Uilm Territoriali ed RSU IIA Bologna

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