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Fnp "Più interventi sulla geriatria"

A proposito della riorganizzazione dei sistema sanitario post Covid 19, il sindacato dei pensionati della Cisl metropolitana bolognese, Fnp, esprime numerose perplessità circa le ipotesi di un eventuale possibile smembramento logistico-organizzativo del Dipartimento di Geriatria e Riabilitazione in alcune diverse strutture del privato convenzionato, a seguito delle necessità di ristrutturazione di alcuni padiglioni del Policlinico Universitario S.Orsola-Malpighi.

La scelta di un modello organizzativo frammentato, equivarrebbe ad un forte indebolimento della capacità di integrazione dei reparti di Geriatria con le altre discipline specialistiche ospedaliere e, di conseguenza, anche con la medicina del territorio sia per le diagnosi precoci che per la continuità assistenziale. Requisito, quello dell’integrazione, invece assolutamente necessario tanto per preservare il miglior livello possibile di qualità della vita quanto, in ogni caso, per assicurare la massima efficacia di cura, anche domiciliare, alle patologie della terza e quarta età. Quello della Geriatria è dunque un settore che richiede di essere potenziato, con risorse adeguate alla prospettiva di invecchiamento della società, con investimenti strutturali che ne accrescano la capacità di risposta ai nuovi bisogni e l’incisività nei processi di integrazione sia con la specialistica ospedaliera che con la medicina del territorio.

Il quadro demografico dell’invecchiamento della popolazione è noto da tempo. La presenza degli anziani che risiedono nella Città Metropolitana di Bologna, oggi, è pari a circa 250 mila unità, pari al 25% della popolazione totale. Tra meno di 15 anni la presenza di over 65 nel nostro territorio salirà a 300 mila, praticamente 1/3 della popolazione residente. All’interno di tale contesto di invecchiamento della società, la fascia dei cosiddetti “grandi anziani” (80 anni e più) -a livello metropolitano- segnalerà un incremento molto rilevante, passando dai circa 85.000 attuali a quota 100 mila, il 10% della popolazione metropolitana nel 2033. Trattasi di una realtà ineludibile che deve “entrare” subito e a pieno titolo in tutte le sedi deputate ad assumere le decisioni che attengono la pianificazione strategica delle risorse, degli investimenti e dei servizi del territorio metropolitano.

Senza alcun dubbio oggi, alla luce delle inadeguatezze e delle criticità vissute dal sistema durante la drammatica esperienza Covid-19, i comparti della Sanità e quello Socio-Assistenziale, devono essere oggetto di un serio ripensamento nonché di una riprogettazione degli attuali modelli, concepita su basi di stretta coerenza con la prospettiva demografica.

Occorre iniziare subito ad agire in questo senso, partendo dai piani straordinari di investimenti e riorganizzazione già pronti ai nastri di partenza, che hanno come finalità quella dell’approntamento di tutte le necessarie condizioni strutturali, di sicurezza, logistiche e organizzative dei servizi ospedalieri e sanitari in genere. E’ già in questa fase, infatti, che i concetti di longevità e invecchiamento sociale devono essere tenuti nella giusta considerazione, onde evitare che le scelte di oggi abbiano poi a manifestarsi inadeguate o addirittura sbagliate domani.

Questo è un compito al quale la politica non può sottrarsi ed è un compito di oggi, perché la sfida della longevità deve poter essere considerata un diritto fondamentale ed un traguardo di tutti.

Auspichiamo pertanto che le proposte di investimento e riorganizzazione che ci verranno presentate alla prossima Conferenza Socio Sanitaria Metropolitana, indicativamente ipotizzata prima di agosto, ci dia segnali più che concreti in questa direzione.

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