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Stop invio referti per posta no sindacati

A Imola Cgil, Cisl e Uil si schierano contro la scelta dell'Ausl di interrompere l'invio dei referti di laboratorio per posta. Infatti, attaccano i sindacati confederali e le loro sigle dei pensionati in una lettera inviata ai sindaci del Circondario imolese e al direttore generale dell'Ausl, Andrea Rossi, anche se "l'informatica velocizza i tempi, bisogna considerare l'età della popolazione e la conformazione del territorio", visto che "non tutti risiedono nei centri abitati e possono quindi avere difficoltà a recarsi in farmacia o dal medico di base", senza contare che "non tutti sono in grado di utilizzare gli strumenti informatici e che la linea internet non è ugualmente efficiente su tutto il territorio".

Dunque, pur essendo "consapevoli che nel tempo le persone utilizzeranno sempre più il Fascicolo sanitario elettronico"- già usato, stando ai dati dell'Ausl, dal 48% degli imolesi- per i sindacati "in questo momento di pandemia è prematuro e inopportuno accelerare questa procedura", così come le sigle confederali non sono affatto convinte che in questo periodo sia giusto "far spostare gli anziani in luoghi pubblici come le farmacie o dai medici di base".

Infine, Cgil, Cisl e Uil trovano "illogico far pagare le fotocopie dei referti a chi si reca in farmacia". Da qui la richiesta di "sospendere l'avvio della nuova procedura almeno fino al termine della pandemia, pur continuando a sensibilizzare sull'attivazione del Fascicolo sanitario elettronico", e di "avviare subito un tavolo di confronto per verificare tutte le problematiche presenti sul territorio". (Agenzia Dire)

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