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Lav.buvette Regione in Tribun.per diritti e salario

“Lavoratori costretti a rivolgersi al Tribunale del Lavoro per vedere riconosciuti diritti acquisiti e retribuzione adeguata dopo il cambio di gestione, del 2/1/2020, che ha visto subentrare Ambient Soc.Coop di Ancona alla precedente Air Service Bologna srl che per oltre dieci anni aveva gestito il servizio” è questa la denuncia della Fisascat Cisl Area metropolitana che da oltre un anno sta seguendo la vertenza che coinvolge i tre lavoratori, in servizio alla buvette della Regione Emilia Romagna.

Dopo il cambio di gestione, in seguito a gara a procedura aperta per l’affidamento in concessione secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, i contratti individuali dei lavoratori sono stati tempestivamente impugnati dalla Fisascat. Il contratto nazionale di riferimento della Cooperativa subentrante (UNCI CISAL) non risponde, infatti, ai requisiti normativi e retributivi previsti dal contratto collettivo nazionale Turismo Confcommercio applicato ai lavoratori medesimi dalla società uscente, con una compressione importante delle retribuzioni sino ad allora percepite e dei diritti acquisiti.

I tre lavoratori hanno, infatti, perso l’anzianità aziendale maturata nel servizio, trattandosi di nuova assunzione in spregio alle norme contrattali sui cambi di gestione, hanno visto la paga oraria notevolmente ridotta giacché non solo la stessa è stata determinata attraverso l’assorbimento dei permessi individuali e della Festività del Patrono, ma anche in virtù dell’applicazione delle tabelle di un contratto nazionale che, per numerose pronunce giurisprudenziali, financo della Corte Costituzionale nel 2015, è ritenuto, anche al fine di contrastare forme di competizione salariale al ribasso, non applicabile in tema di salario. A ciò si aggiunge che nel territorio bolognese esiste anche una contrattazione provinciale e un sistema di bilateralità regionale, (riconosciute dalla precedente società datrice di lavoro) in linea con il contratto collettivo nazionale Turismo Fipe Confcommercio, che deve essere garantito e che ha causato ai lavoratori, tenuto conto anche delle risorse aggiuntive che l’Ente Bilaterale ha messo in campo per fronteggiare l’emergenza sanitaria, ulteriori perdite economiche.

Una violazione dei diritti che non trova alcun fondamento legale poiché nella Determina dell'affidamento in concessione del servizio, predisposta dalla Regione Emilia Romagna, in data 16/4/2019, cui la Cooperativa ha aderito, è ben specificato, “ l'aggiudicatario applica le disposizioni previste dalla contrattazione collettiva in materia di riassorbimento del personale” così come “ deve promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato”. Nel contratto sottoscritto da Ambient con la Regione Emilia Romagna, vi è pure indicato che “ il concessionario si obbliga ad ottemperare a tutti gli obblighi verso i propri dipendenti ivi comprese le condizione normative e retributive non inferiori a quelle risultanti dalla contrattazione collettiva applicabile”.

“Come organizzazione sindacale – dichiara Silvia Pergola, segretaria Fisascat Cisl Area metropolitana bolognese – abbiamo, in questi 12 mesi, interloquito con la Regione e con i dirigenti di Ambient per trovare una soluzione stragiudiziale ad una situazione inaccettabile, che si verifica, tra l’altro, in una regione e in una provincia in cui sono stati sottoscritti Protocolli per la legalità e il rispetto dei contratti nazionali maggiormente rappresentativi in materia di appalti forniture e servizi. E’ quantomeno singolare che la Regione da una parte firmi patti innovativi e qualificanti, e dall'altra non garantisca, in qualità di committente, i lavoratori che operano in un servizio che si svolge presso le proprie mura”.

“Dopo un anno di incontri senza soluzione e dopo l’ispezione della Direzione Territoriale del Lavoro, prendiamo atto, con disappunto e rammarico che, da un lato, la Cooperativa continui a non voler applicare - prosegue la sindacalista - le condizioni economiche e normative cui i lavoratori hanno diritto e, dall’altro, che la politica non sappia dare attuazione ai Protocolli che sottoscrive e promuove bensì tolleri al proprio interno il perpetrarsi di una situazione di illegalità”.

“Esprimiamo quindi ferma condanna e sconcerto di fronte a quello che parrebbe un inquinamento delle regole del mercato, alla rincorsa al prezzo più basso incuranti della dignità dei lavoratori e delle loro condizioni effettive di lavoro. Siamo – conclude Pergola - al fianco dei lavoratori, proseguiamo ora la vertenza al Tribunale del Lavoro affinché sia riconosciuta e salvaguardata la loro decennale esperienza lavorativa, le competenze e professionalità guadagnate sul campo, i livelli di inquadramento e le retribuzioni raggiunte”.

 

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