170125-Accordo.jpg

No alle riorganizzazioni a costi zero

“Se questi anni di blocco salariale hanno qualcosa da insegnarci, tra queste c'è la certezza che le riorganizzazioni non si realizzano a costo zero”. Questo il punto espresso da Stefano Franceschelli segretario generale dalla Cisl Funzione Pubblica Area Metropolitana Bolognese , in attesa dell'approvazione della delibera regionale che distribuisce i finanziamenti alle aziende territoriali".

“La Regione Emilia Romagna e le Aziende - prosegue il segretario - devono investire sul personale. Non è immaginabile che, in ragione dei progetti di integrazione in atto, non si armonizzino i trattamenti contrattuali del personale a tutte le professionalità coinvolte. A partire dagli amministrativi che oggi sono coinvolti nei progetti di unificazione dei servizi rivolti al personale, fino ai lavoratori del comparto sanitario che devono essere i protagonisti della piena realizzazione delle reti cliniche”.

“Oggi - continua Franceschelli- abbiamo anche l’obiettivo primario di stabilizzare il rapporto di lavoro ai 160 precari che attualmente lavorano negli IRCCS del territorio metropolitano (al Rizzoli e al Bellaria), e ancora di più per loro vale quindi lo stesso ragionamento: è urgente realizzare una piena armonizzazione economica rispetto ai colleghi a tempo indeterminato”.

Per portare a buon fine questi punti, servono risorse, soldi, che il sindacato chiede alla Regione: “Vogliamo- ribadisce il segretario della Funzione pubblica Cisl - che, in coerenza con l'accordo del 19 settembre scorso, vengano messe a disposizione delle risorse fresche per la contrattazione da svolgere nelle aziende. In caso contrario, rischiamo che i processi di riorganizzazioni annunciati dalla politica in tono trionfalistico, si traducano in un peggioramento dei servizi al cittadino e delle condizioni di lavoro degli operatori. Per questo obiettivo ci spenderemo in ogni sede di confronto, ai tavoli regionali e a quelli aziendali”.

"In merito alla riorganizzazione del servizio ospedaliero chiediamo, infine, che sia anche la CTSS (Conferenza territoriale socio-sanitaria) metropolitana, assieme alla politica locale, ad esprimersi in modo chiaro. Noi pensiamo - dichiara Franceschelli- che sia necessario proseguire nel progetto di realizzazione delle case della salute come luogo in cui il cittadino possa trovare risposte ai bisogni di cura anche fuori dall’ambiente ospedaliero ma pensiamo sia sbagliato un eventuale 'disinvestimento' negli ospedali territoriali. Per questo chiediamo che vengano espresse parole di chiarezza in merito ai progetti futuri per il Bellaria, per il presidio di Bentivoglio, per l’Istituto Rizzoli, per il DEA di Imola e per il livello di integrazione tra l’azienda universitaria S.Orsola con le altre aziende sanitarie".

"Per il DEA Imola: a fine 2016 abbiamo appreso in una conferenza di CTSS (Conferenza territoriale socio-sanitaria) di un possibile 'declassamento' da DEA1 a punto di Pronto Soccorso. Da quel momento non sono seguite più comunicazioni ma la nostra posizione - sottolinea il segretario Cisl Fp- resta la medesima: un declassamento di questo tipo non giustificherebbe gli investimenti che negli anni sono stati fatti nella struttura del DEA e contrasta con le esigenze del territorio che in realtà, come dimostrato dall’ultimo evento in programma all’Autodromo, necessiterebbe invece di un concreto investimento in unità di personale

 


Sito realizzato da
QuoLAB | Web Agency Bologna