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Presidi ricercatori precari IRCCS

Mobilitazione nazionale dei ricercatori precari della sanità pubblica, organizzatisi in un Coordinamento Nazionale della Ricerca, con il sostegno e l'adesione di Cgil Cisl Uil, il prossimo 20 giugno in tutti gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) pubblici italiani. La recente approvazione del Testo Unico sul Pubblico Impiego, infatti, esclude dal piano di stabilizzazione della Pubblica Amministrazione gran parte di queste figure altamente specializzate ed alle quali non possono più essere applicati i contratti atipici. In 3500 rischiano di restare senza lavoro dal 1° gennaio 2018, con gravissime ricadute sulla sostenibilità e il futuro della ricerca sanitaria pubblica.

I ricercatori precari della sanità chiedono che il problema venga risolto una volta per tutte con un piano di stabilizzazione e lo stanziamento di fondi adeguati per garantire la continuità della ricerca sanitaria pubblica.
Sono per la maggior parte figure sanitarie: biologi, biotecnologi, chimici, fisici, medici, psicologi, farmacisti. A queste si affiancano numerose altre figure tecniche e amministrative quali ingegneri, statistici, documentalisti, amministrativi, study coordinator. Sono tutte figure altamente specializzate nel loro campo, che hanno conseguito Dottorati di Ricerca e/o Specialità, spesso con importanti esperienze lavorative all’estero. A Bologna sono quasi 200 di cui circa 130 al Rizzoli e più di 50 al Bellaria.

Il Rizzoli è uno dei primi IRCSS da ogni punto di vista e di richiamo per la ricerca nazionale, altamente specializzato in campo oncologico osseo. Il Bellaria nato più recentemente, particolarmente specializzato in neurologia.

La ricerca che viene condotta dai precari in questi istituti è ad ampio spettro: dalla comprensione del funzionamento delle malattie allo studio di nuovi approcci terapeutici, allo sviluppo di nuovi farmaci ma anche di percorsi assistenziali e comunicativi sempre più efficienti.
I precari, oltre a garantire la continuità della ricerca e dei servizi, sono anche in grado di incidere sulla sostenibilità finanziaria degli istituti che li ospitano. Spesso le loro ricerche condotte sono autofinanziate, perché le loro idee innovative sono in grado di attirare fondi provenienti da Enti, Associazioni di pazienti, Fondazioni private, fondi 5x1000 e dalla volontaria contribuzione dei cittadini.

Entrambi questi pilastri della ricerca sarebbero affossati se si perdessero le competenze di questi professionasti. La ricerca fatta negli IRCCS pubblici, al Rizzoli e al Bellaria, è prioritario che rimanga una risorsa per tutti i cittadini. E può esserlo solamente attraverso la valorizzazione e la stabilizzazione di coloro che ci lavorano




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