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Presidio lavoratori sanità e assistenza

La drammatica esperienza della fase Covid ha messo sotto la luce un impegno straordinario che in realtà è la quotidianità dentro i nostri ospedali, nelle nostre strutture, nella rete di assistenza territoriale. I lavoratori della sanità e dell’assistenza non possono più aspettare, il loro impegno quotidiano deve avere un riconoscimento duraturo attraverso incremento dei fondi contrattuali, detassazione della produttività, riconoscimento della valorizzazione Covid agli esclusi, rinnovo del CCNL.

Per sostenere queste istanze, Cisl Fp metropolitana bolognese organizza, martedì 14 luglio, alle ore 9.00, un presidio dei lavoratori della sanità e dell’assistenza, sotto il Palazzo della Regione Emilia Romagna, in viale Aldo Moro 52, a Bologna.

“Vogliamo – dichiara Stefano Franceschelli, segretario generale Cisl Fp Area metropolitana bolognese - innanzi tutto sbloccare le possibilità di passaggio di fascia per tutti i profili, tantissimi lavoratori sono fermi al livello più basso di inquadramento da 10 anni, una situazione non più sostenibile alla luce delle responsabilità che sono chiamati a ricoprire.
C’è un aspetto professionale che va affrontato subito, le professioni sanitarie non possono non avere un ruolo primario all’interno dei percorsi di riordino che si stanno delineando sul territorio e di conseguenza devono vedersi riconosciuti i ruoli gestionali e professionali che dovranno ricoprire. Per fare questo è imprescindibile incrementare i fondi contrattuali delle aziende sanitarie in modo stabile, perché i professionisti e i lavoratori della sanità devono avere una valorizzazione economica e professionale non straordinaria ma duratura. Il precedente CCNL ha messo le basi ora va portato a compimento”.

“Da parte delle sigle sindacali confederali di categoria è stato svolto – prosegue il sindacalista Cisl Fp - un lavoro enorme per concretizzare i riconoscimenti economici che in questi mesi hanno ricevuto tutti i professionisti e i lavoratori delle nostre aziende sanitarie, ma non è stato ad oggi esaustivo per limiti economici e normativi. Innanzi tutto occorre estendere tale valorizzazione anche a chi è stato escluso, i lavoratori delle CRA e gli interinali e su questo anche lo Stato deve dare gli strumenti.
A questo si aggiunge un altro aspetto che merita una soluzione, ovvero la tassazione. Sulle premialità Covid la tassazione ha infatti avuto un impatto fortissimo , si consideri che per gli infermieri ha raggiunto anche il 40%. E’ quindi ora che anche i lavoratori del pubblico possano usufruire della detassazione dei premi di risultato analogamente ai lavoratori del privato, se infatti non possono essere considerate somme legate a miglioramenti di produttività nemmeno indennità straordinarie riconosciute per l’emergenza Covid ci chiediamo cosa possa rientrare sotto questa voce”.

“Vogliamo quindi rendere visibili le giuste aspettative dei professionisti – afferma il segretario Cisl Fp - per un contratto nazionale che riconosca economicamente il valore che tutti i giorni dimostrano sul campo e di cui questi mesi sono stati solo l’esempio più lampante”.

“Per la CISL FP - conclude Franceschelli - alle prospettive di eccellenza che si stanno concretizzando per la sanità metropolitana deve corrisponderne una, altrettanto importante, per i lavoratori della sanità del territorio, coloro che costituiscono non solo gambe e braccia ma anche, pensiamo noi, sempre più mente del nostro sistema sanitario”.

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