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S.Orsola tardano assunzioni

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Fp CGIL,CISL-Fp, Fpl -UIL denunciano pesanti ritardi nelle assunzione del personale dedicato all’assistenza. Il piano assunzioni siglato dalle OOSS regionale a fine 2016 ha segnato una inversione di tendenza rispetto al disastro del taglio alla Sanità che ha tagliato centinaia di lavoratori del Sant'Orsola.
I Fatti:

Oggi constatiamo che a causa di una incapacità organizzativa e gestionale si stanno verificando colpevoli ritardi nella assunzione in servizio di decine di professionisti. LA SITUAZIONE E’ COSI GRAVE CHE in una nota interna la Direzione sentenzia : “ i tempi di reclutamento risultano non congrui per la garanzia della continuità assistenziale con gravi ripercussioni sull’assistenza, nonché in materia di applicazione della Legge 161/2014,per i numerosi doppi turni con conseguenti mancati riposi H24 e 11 ore di riposo consecutivo”.

In sostanza una dichiarazione del fallimento della Direzione e l’incapacità di prevedere in anticipo i problemi noti da molto tempo.

Da tempo le OOSS scriventi denunciavano la Direzione di scaricare le proprie responsabilità sul SUMAP (servizio amministrativo unificato) e sulla Medicina del Lavoro, indicandoli come capro espiatorio di una situazione divenuta insostenibile.

“20 OSS 27 infermieri 3 tecnici di radiologia e 2 tecnici di laboratorio mancano all’appello” e nessuno ha la minima idea dei tempi di assunzione; ARRIVERANNO A ESTATE TERMINATA compromettendo la qualità dell’assistenza offerta ai cittadini. Un lungo elenco di reparti non sono oggi in grado di programmare le attività garantendo adeguata assistenza. Non sfugge quindi neanche l’ostetricia che storicamente a debito di ossigeno ha una carenza di 7 Ostetriche (25% in meno di ciò che servirebbe); la direzione ha autorizzato il reclutamento ma, alla data odierna, le ostetriche sanno con certezza che sarà un estate lacrime e sangue. Pazzesco pensare che il Sant’Orsola possa funzionare in queste condizioni.
In un momento in cui molti si riempono la bocca dei progetti di fusione o integrazione dei servizi e delle aziende sanitarie sarebbe meglio pensare a risolvere i problemi “VERI”, quelli quotidiani di cui si occupano i sindacati; la stanchezza del personale massacrato da anni di tagli, delle loro salute e di come continuare a garantire servizi di qualità nei prossimi anni.



 


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