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Sentenza di reintegro addetto è senza posto

Annullamento del licenziamento per insussistenza dei fatti e reintegro immediato del lavoratore con retribuzione dal giorno del licenziamento fino al giorno del rientro sul posto di lavoro, è quanto stabilito dal Tribunale di Milano, nei confronti di Autogrill Italia SpA, con Decreto del 27 luglio scorso. A tutt’oggi però il lavoratore, che è anche RSA (rappresentante sindacale aziendale) per Fisascat Cisl, pur avendo ottenuto un provvedimento favorevole, con l’assistenza della Fisascat Cisl e dello Studio Rigosi di Bologna, e pur avendo chiesto di essere riammesso in servizio non è ancora stato reintegrato nel posto di al lavoro, Autogrill Cantagallo, a Casalecchio di Reno(Bo).

Il caso ha origine nel settembre 2019, quando il delegato sindacale della Fisascat venne licenziato con motivazioni assolutamente pretestuose, ovvero la tardiva consegna in Direzione di un portafoglio dimenticato da una cliente e di conseguenza il non aver seguito una presunta prassi aziendale sul ritrovamento degli oggetti smarriti dai clienti. A questo si aggiunge un'infondata accusa di insubordinazione perché, secondo l’Azienda, il lavoratore si era rifiutato di collaborare con il responsabile della sicurezza aziendale, dopo avere semplicemente richiesto di confrontarsi con il proprio legale e nonostante avesse già regolarmente fatto la sua deposizione alle autorità di Pubblica Sicurezza.
Nelle settimane precedenti, inoltre, il delegato aveva ricevuto una serie di contestazioni disciplinari dal carattere marcatamente pretestuoso; in una delle stesse, ad esempio, veniva accusato di aver denigrato l'azienda attraverso la pubblicazione di un commento ironico sulla pagina Facebook dell'associazione dipendenti Autogrill .

“Esprimendo soddisfazione per l’esito della sentenza chiediamo a gran voce – afferma Fisascat Cisl Area metropolitana Bolognese - al colosso della ristorazione commerciale ed autostradale, il rispetto della stessa anche perché il mancato reintegro del lavoratore non ha una plausibile motivazione se non il diniego della stessa azienda. Non si parla infatti solo di diritti, si parla di una cosa che viene ancora prima: il rispetto delle persone e delle risorse umane che costituiscono il patrimonio fondante di un'Impresa”.

“Siamo pronti – annuncia la sigla del commercio della Cisl - sin d'ora ad ogni intervento a tutela e sostegno del lavoratore, non escludendo forme di protesta in segno di solidarietà come quelle organizzate all’atto del licenziamento che avevano visto la larghissima parte dei colleghi intervenire a sostegno del delegato e collega”.

Bologna, 9 settembre 2020

Fisascat Cisl

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