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Valorizzazione personale sanit.raccolta firme

Dopo il presidio svolto il 14 luglio sotto la Regione Emilia Romagna prosegue l’azione della CISL FP per la valorizzazione stabile del personale sanitario.

I professionisti e gli operatori della sanità non possono più aspettare, il loro impegno quotidiano deve avere un riconoscimento stabile e per questo CISL FP lancia una raccolta firme che coinvolgerà i lavoratori di tutte e 4 le aziende sanitarie dell’Area Metropolitana – AUSL Bologna, S.Orsola, Istituto Ortopedico Rizzoli, AUSL Imola - per sollecitare un incremento dei fondi contrattuali delle aziende sanitarie e la detassazione della produttività.
A fronte di oltre 1000 dipendenti in più registrati ad oggi nelle quattro aziende metropolitane i fondi sono bloccati al 2015, significa dover distribuire le stesse risorse per un numero molto maggiore di persone e quindi, a conti fatti, una riduzione di salario.

“Vogliamo – dichiara Stefano Franceschelli, segretario generale Cisl Fp Area metropolitana bolognese - sbloccare le possibilità di passaggio di fascia per tutti i profili, tantissimi lavoratori sono fermi al livello più basso di inquadramento da 10 anni, una situazione non più sostenibile alla luce delle responsabilità che sono chiamati a ricoprire.
C’è un aspetto professionale che va affrontato subito, le professioni sanitarie devono vedersi riconosciuti i ruoli gestionali e professionali che dovranno ricoprire alla luce della nascita delle Direzioni Assistenziali e di conseguenza è necessario attuare subito il nuovo sistema degli incarichi di funzione previsto dall’ultimo CCNL”.

Il blocco dei fondi contrattuali porta a situazioni paradossali, come quella vissuta di recente alla AUSL di Bologna dove, a causa anche di criteri discutibili adottati dall’azienda, nell’ambito della discussione sulla ripartizione delle risorse destinate alle indennità malattie infettive per l’emergenza Covid vengono esclusi i lavoratori dei pronto soccorso, dell’assistenza domiciliare e della sanità pubblica. Tre settori in cui sono impiegati almeno 400 lavoratori che hanno avuto un ruolo chiave per la gestione dell’emergenza, e che tutt’ora assicurano un lavoro chiave eseguendo tamponi a tappeto e aggredendo il virus direttamente sulla prima linea.

A questo si aggiunge un altro aspetto che necessita un intervento normativo legato alla tassazione delle premialità e produttività. Per gli infermieri l’aliquota tocca anche quota 40%, è quindi ora che anche i lavoratori del pubblico possano usufruire della detassazione dei premi di risultato analogamente ai lavoratori del privato.

“Parte quindi questa campagna capillare - conclude Franceschelli – che sottoporremo alla Regione e ai Direttori Generali chiedendo loro di farsi parte attiva per questa giusta causa

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