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Aggressione OOS Ospedale Maggiore


Pubblicato il: 31 Agosto 2026
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ANCORA UN’AGGRESSIONE AL MAGGIORE: TRE EPISODI IN POCHE SETTIMANE
CISL FP: BASTA VIOLENZA CONTRO CHI LAVORA PER CURARE

Ancora un’aggressione ai danni di una lavoratrice sanitaria all’Ospedale Maggiore di Bologna.

L’aggressione è avvenuta nella mattinata di domenica 30 agosto, nell’area rossa del Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore. A essere colpita è stata un’OSS, aggredita da un paziente mentre era impegnata nell’assistenza.
La lavoratrice è stata colpita con una mano, un violento colpo al volto, riportando un trauma facciale con ecchimosi alla guancia sinistra e una prognosi di 7 giorni.

Un episodio grave che arriva a pochi giorni dall’aggressione avvenuta nella Medicina d’Urgenza dello stesso Ospedale Maggiore, dove un’infermiera era stata aggredita fisicamente durante il proprio turno di lavoro.
Ma il quadro è ancora più preoccupante: si tratta del terzo episodio di aggressione ad operatori sanitari.
Due aggressioni a pochi giorni di distanza nello stesso ospedale e una terza, poche settimane prima, al PS dell’ospedale Sant’Orsola: non siamo più di fronte a episodi isolati.

«La Cisl Fp Area metropolitana Bolognese esprime solidarietà alla lavoratrice aggredita e condanna questi episodi di violenza. La sequenza di questi episodi è un campanello d’allarme che non può essere ignorato. Le aggressioni dimostrano che il problema della sicurezza degli operatori sanitari è ormai una vera emergenza», dichiara Michele Vaira, Segretario territoriale CISL FP Area Metropolitana Bolognese. «Non possiamo aspettare – prosegue il sindacalista – che si verifichi un episodio ancora più grave prima di intervenire. Chi lavora nei Pronto Soccorso e nelle aree di emergenza, nei servizi psichiatrici e in tutti i servizi e unità assistenziali, deve essere messo nelle condizioni di lavorare in sicurezza. Servono prevenzione, personale adeguatamente presente e misure di sicurezza realmente efficaci.»

La CISL FP torna a chiedere alle Aziende sanitarie interventi immediati e concreti per prevenire e contrastare le aggressioni nei confronti del personale. «La violenza – conclude il sindacalista – non può diventare una componente del lavoro di chi assiste e cura le persone. Gli operatori sanitari non sono bersagli e non devono essere lasciati soli. Basta aggressioni. Servono sicurezza, prevenzione e fatti concreti».