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Ospedale Bentivoglio nuovamente in crisi


Pubblicato il: 15 Aprile 2026
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Ospedale di Bentivoglio nuovamente in crisi. Fp Cgil – Cisl Fp – Uil Fpl: “Servono risposte immediate di organico ed organizzativo”

E’ un quadro desolante quello che è venuto fuori dall’assemblea generale che abbiamo convocato in maniera unitaria – Dicono Pallotti, Vaira e Petrunello di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

In medicina le quattro maternità presenti, ed i congedi da norma fanno si che i turni escano direttamente con doppi turni, in Geriatria gli Operatori Socio Sanitari sono costretti ad effettuare doppi turni a causa di malattie prolungate, in Cardiologia il combinato disposto tra certificazione del medico competente e limitazioni temporanee fa sì che la componente Oss sia falcidiata e sotto il livello minimo di garanzia dei servizi, in Chirurgia le assenze a vario titolo, a cui si sono aggiunti nuovi congedi parentali/104, affaticano costantemente il personale presente, situazione molto simile in Ortopedia, nella Terapia Intensiva l’assenza di Operatori Socio Sanitari è stata “supplita” da un prestito dall’ Ospedale Maggiore, ma resta, di base, sotto organico, nelle Sale operatorie ci risulta la carenza di più di un infermiere, in Ostetricia, causa aumento dei parti a Bentivoglio era stata accordata l’assunzione di ulteriori ostetriche che però non è mai arrivata, stessa cosa dicasi per gli OSS, nel Pronto Soccorso l’attuale carico di lavoro aumentato dai flussi della chiusura del Ps di Budrio fa sì che l’attuale dotazione organica non sia adeguata a sopperire alle necessità.
Un disastro per i dipendenti e per l’utenza che, come organizzazioni sindacali, stiamo da tempo cercando di limitare, ma sbattendo contro il disinteresse della Direzione.
In questo contesto, non possiamo non evidenziare come Ausl stia orientando le proprie scelte organizzative e assunzionali verso l’avvio delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità, dimenticando di fatto i presidi ospedalieri e le realtà già esistenti.
Si stanno dimenticando gli ospedali, i reparti fondamentali, le unità operative e assistenziali che oggi sono allo stremo, con carichi di lavoro non più sostenibili e personale ridotto al limite.
È inaccettabile che il potenziamento del territorio avvenga a discapito della tenuta del sistema ospedaliero, già fortemente provato.
Chiediamo quindi una risposta immediata, anche alla luce della disponibilità di graduatorie per infermieri, OSS, ostetriche e tecnici sanitari.
Aspettiamo un riscontro a breve – concludono i sindacalisti – altrimenti riapriremo lo stato di agitazione”.