Skip to main content

Home » News » News » Ausl Imola la sicurezza non ha prezzo

Ausl Imola la sicurezza non ha prezzo


Pubblicato il: 5 Ottobre 2024
Nella categoria:

Cisl Fp, Fp Cgil, Uil Fpl: “Ausl Imola, la sicurezza non ha prezzo, ha bisogno di interventi concreti e immediati”

Il 7 ottobre è stato programmato un incontro tra la Direzione Aziendale dell’Ausl di Imola, tutte le Organizzazioni sindacali dell’Area Comparto e Dirigenza e la RSU aziendale con all’ordine del giorno il fenomeno delle aggressioni del personale sanitario.

Incontro che Fp Cgil – Cisl Fp – Uil  Fpl avevano richiesto fortemente a fronte dei recenti episodi di violenza.

Le nostre proposte sono mirate a garantire presidi di sicurezza gestiti in modo continuativo dalle forze dell’ordine per quanto riguarda il Pronto Soccorso e da vigilanza per le aree a maggiore intensità di pubblico, sia nell’ospedale nuovo che nell’ospedale vecchio; ad aumentare il personale nei servizi a diretto contatto con l’utenza più critica, in particolare nelle ore notturne; a rivedere la logistica degli spazi del Pronto Soccorso per renderli più sicuri separare maggiormente le aree di attesa da quelle di assistenza.

Chiediamo, inoltre, che gli operatori non siano lasciati soli e sia fornito loro il supporto necessario per affrontare in particolare le criticità collegate ad utenti con disagio psichiatrico, anche attraverso una formazione dedicata.

Siamo convinti che le persone debbano recarsi al lavoro e sentirsi sicure per potere esercitare al meglio la propria professionalità.

A livello sindacale arriviamo all’incontro con una preoccupazione in più: apprendiamo infatti da alcune fonti social che un sindacato autonomo avrebbe svolto un incontro in Prefettura con le aziende sanitarie, nel quale avrebbe ottenuto con soddisfazione “aperture da parte dei vertici aziendali alla richiesta di remunerare gli operatori a rischio aggressione con una indennità specifica”.

Si tratterebbe quindi di monetizzare le persone che subiscono aggressione compensandole con una indennità economica e per noi sarebbe inaccettabile, la sicurezza non è monetizzabile, deve essere garantita e basta.

Non vogliamo nemmeno entrare nel merito di dove verrebbero reperite queste risorse, in quanto al personale che lavora in situazioni di particolare disagio e rischio, come il Pronto Soccorso, è già riconosciuta oggi una indennità specifica e questa fantomatica proposta si tradurrebbe nell’attingere ulteriormente dai Fondi contrattuali già risicati di tutti i lavoratori per un onere, quello di garantire la sicurezza, che deve essere invece a carico dell’azienda.

Senza contare che si rischierebbe per paradosso di un pericoloso effetto “legittimante” per comportamenti violenti, che ricordiamo non sono solo riferiti ad aggressioni fisiche ma anche a violenze verbali e psicologiche quotidiane.

In definitiva non siamo favorevoli ad un ulteriore schiaffo morale ai danni degli operatori, le indennità contrattuali servono per valorizzare la professionalità e remunerare il disagio, non per pagare un risarcimento danni.