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Centro Edit.Dehoniano agitazione e sciopero


Pubblicato il: 12 Ottobre 2021
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Questa mattina si è tenuta l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori del Centro Editoriale Dehoniano a seguito della decisione aziendale di portare i registri contabili in tribunale, atto formalmente compiuto venerdì 8 ottobre u.s.

La RSU, le organizzazioni sindacali, le lavoratrici ed i lavoratori esprimono indignazione per la grave e inspiegabile decisione aziendale di cessare le attività senza aver prima esplorato con le rappresentanze sindacali le possibili azioni da mettere in campo per proteggere la continuità aziendale.

La comunicazione alla stampa, avvenuta subito dopo un brevissimo incontro informativo già precedentemente programmato, prima che si tenesse l’assemblea per una compiuta comunicazione, ci lascia esterrefatti. Ci troviamo di fronte ad una dimostrazione di palese assenza di rispetto nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori, nonché delle loro rappresentanze sindacali e ancor più gravi sono le dichiarazioni che rimanderebbero ad una responsabilità del sindacato.

A luglio ci è stata comunicata la conclusione negativa di una trattativa di vendita ad un gruppo editoriale ed alla presenza di una nuova manifestazione di interesse; anche in quella occasione abbiamo ribadito come la riorganizzazione degli ultimi due anni, che prevedeva importanti investimenti per il rilancio delle pubblicazioni e l’uscita in prepensionamento di 6 lavoratori, fosse funzionale ad un aumento delle vendite e ad un abbassamento dei costi, utile a rendere possibile un’inversione dell’andamento negativo dei dati bilancio.

Il continuo smantellamento di asset importanti – che ha generato negli anni ulteriori perdite – unita all’incomprensibile assenza di programmazione e direzione delle attività (soprattutto nell’ultimo anno) ci apparivano, e lo abbiamo espresso, come una volontà della proprietà di dismettere le attività.

Il Centro Editoriale Dehoniano è una importante realtà editoriale che rappresenta un pezzo importante del patrimonio culturale del nostro territorio ed occupa 25 lavoratrici e lavoratori (oltre all’indotto rappresentato da numerosi fornitori) per i quali occorrono urgenti risposte e protezione.

La scelta aziendale di cessare le attività è grave e incomprensibile, pertanto, già ieri sera, le organizzazioni sindacali hanno chiesto alla Città Metropolitana di Bologna l’apertura di un urgente Tavolo di salvaguardia per il quale attendiamo convocazione al più presto.

Si è pertanto aperto un immediato stato di agitazione e, contestualmente, è stato dichiarato un pacchetto di 32 ore di sciopero le cui modalità verranno comunicate in seguito.

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