DIRITTO ALLA DISOCCUPAZIONE AGRICOLA ANCHE CON PERMESSO STAGIONALE CONVERTITO IN SUBORDINATO: L’INPS CHE SI RITIRA DALLA CAUSA E RISARCISCE UN LAVORATORE
FAI CISL AMB: ORA VANNO RICONOSCIUTI I DIRITTI DI TUTTI I LAVORATORI CHE SI TROVANO NELLE STESSE CONDIZIONI
(Bologna, 17 febbraio 2025) Grazie alla perseveranza e alla causa promossa dalla categoria degli agroalimentaristi (FAI) CISL dell’Area metropolitana bolognese, C.R.W. D., un lavoratore originario dello Sri Lanka, si è visto finalmente riconosciuto il diritto alla disoccupazione agricola dopo che l’Inps aveva ripetutamente negato il pagamento. L’Istituto previdenziale aveva motivato la propria decisione sostenendo che il permesso di soggiorno stagionale del bracciante agricolo, che nel caso specifico copriva solo metà anno, non assegnava tale diritto. Una valutazione che però non teneva conto del fatto che il permesso di soggiorno era stato successivamente convertito da stagionale a subordinato, e che, in altri termini, erano state effettuate giornate di lavoro anche dopo il periodo del permesso stagionale.
Un’interpretazione delle norme da parte dell’Istituto che l’organizzazione sindacale e Alessandro Mariani, l’avvocato cesenate che in giudizio ha assistito l’operaio, hanno fin da subito giudicato “errata e restrittiva”, visto che i diritti dei lavoratori che rientrano in questa tipologia di casi non possono essere limitati e penalizzati da un permesso stagionale concesso solo per una parte dell’anno, e ciò in considerazione del fatto che le stesse normative vigenti in ambito agricolo stabiliscono chiaramente che gli elenchi per accedere a questo tipo di diritto hanno una valenza annuale.
“Questa vicenda – ha sostenuto l’avvocato Mariani – ha una portata rilevante per il futuro. La recente sentenza rappresenta un importante chiarimento sulla corretta applicazione della normativa in materia di disoccupazione agricola per i lavoratori stranieri con permesso di soggiorno convertito da stagionale a subordinato”.
“L’INPS, che aveva inizialmente negato la prestazione sulla base di un’interpretazione errata della normativa, è stata smentita in giudizio, ha riconosciuto l’errore e ha annullato in autotutela il proprio provvedimento, confermando così la disoccupazione agricola al lavoratore Un accadimento che ha messo in luce una prassi che andava a penalizzare ingiustamente i lavoratori con permesso stagionale convertito, di fatto negando loro un diritto sacrosanto”, ha proseguito il giuslavorista.
“Abbiamo intrapreso e incoraggiato questa battaglia legale per garantire ai lavoratori la possibilità di accedere alle prestazioni di cui hanno diritto, indipendentemente dalle loro condizioni contrattuali o dai termini del permesso di soggiorno. Lo abbiamo fatto – ha rincarato la dose la segretaria generale della Fai Cisl dell’Area metropolitana bolognese Roxana Vlad – per ribadire ancora una volta che le norme devono essere applicate in modo equo e non sulla base di interpretazioni restrittive o, peggio ancora, discriminatorie.
“La giustizia sociale nel settore agricolo – ha concluso – è una nostra ineludibile priorità che porteremo avanti con determinazione, proprio per questo invitiamo tutti coloro che si dovessero trovare nelle stesse condizioni a fare sentire la propria voce, sapendo che nel nostro sindacato ci saranno ad accoglierli sempre persone preparate, competenti e tenaci”.