“Il Benessere lavorativo nelle aziende sanitarie” è il titolo dell’indagine che la Cisl FP ha condotto nel periodo giugno-settembre 2024.L’indagine è stata realizzata attraverso un questionario anonimo distribuito fra iscritti e simpatizzanti della sigla sindacale (2.072 i sondaggi somministrati) e compilato da infermieri, professioni sanitarie, operatori socio-sanitari, personale amministrativo e tecnico della sanità pubblica e privata bolognese.
Obiettivo dell’inchiesta quello di ascoltare la voce dei lavoratori allo scopo di avere un quadro più ampio delle aspettative e promuovere quindi azioni concrete dal punto di vista sindacale per il miglioramento del benessere sul lavoro.
E’ emerso un quadro nel quale i lavoratori intervistati esprimono una stato di insoddisfazione rispetto al benessere sul lavoro, il 26% degli intervistati esprime soddisfazione o alta soddisfazione per il lavoro svolto presso l’azienda sanitaria a cui fa da contraltare il 44% che esprime insoddisfazione o alta insoddisfazione (il 30% lo definisce neutro). Fra i fattori che influenzano prevalentemente il benessere sul posto di lavoro la fanno da padrone i carichi di lavoro (per il 35%), il clima lavorativo (23%) e la sensazione di carenze di organico (21%).
I lavoratori indicano come fattori predominanti che influenzano questa valutazione lo scarso coinvolgimento nelle scelte organizzative aziendali e il carico di lavoro sempre più eccessivo. A pesare infatti è l’elevato tasso di Turnover che si registra e che va arginato, ad avviso di Cisl FP, attraverso un investimento più efficace sulle assunzioni che punti ad una maggiore attrattività del territorio.
A seguito del lavoro svolto Cisl FP intende sollecitare la definizione un Patto che coinvolga le organizzazioni sindacali, le Istituzioni, l’Università, le aziende sanitarie finalizzato a realizzare in maniera concreta azioni di attrattività per i giovani che scelgono le eccellenze di questo territorio per formarsi: risolvere il problema casa significa incrementare l’attrattività del territorio e dare impulso alle assunzioni.
“Pensiamo inoltre – commenta Stefano Franceschelli, segretario generale Cisl FP Area Metropolitana Bolognese – che vadano pensate misure di Welfare aziendale attinenti alla realtà delle singole aziende. Alcune sperimentazioni attuate sul territorio attraverso l’attivazione di piattaforme di beni e servizi vanno valutate, migliorate ed estese senza pregiudizi ideologici. Pensare al welfare aziendale come elemento di benessere significa occuparsi di incremento ed estensione del Buono pasto, Smart working più accessibile in particolare per i lavoratori che hanno residenza fuori città, Convenzioni e contributi per asilo nido e per i lavoratori caregivers, realizzare agevolazioni per l’accesso alle Prestazioni sanitarie dei dipendenti”.
“Quanto alla questione salariale – riprende Franceschelli – pensiamo che il miglioramento economico si realizzi utilizzando tutte le leve a disposizione, a livello di contrattazione nazionale e a livello territoriale in sinergia con la Regione. Da quest’ultimo punto di vista occorre rendere strutturale il riconoscimento prestazioni aggiuntive per i doppi turni delle professioni sanitarie estendendo questo strumento, con tariffe differenziate, agli OSS e al personale tecnico (esempio autisti di ambulanza)”.