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Imola grave incidente sul lavoro


Pubblicato il: 18 Giugno 2026
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Non si ferma la scia di sangue e dolore legata alla mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro. L’ultimo drammatico episodio si è consumato, nelle scorse ore,  all’interno di un’azienda del territorio imolese, dove un operaio di una ditta esterna è precipitato dal tetto della struttura durante alcune operazioni di manutenzione. Il lavoratore si trova ora ricoverato in condizioni gravissime.

Cisl Area metropolitana bolognese insieme alle segreterie territoriali di Filca-Cisl (edilizia) e Fim-Cisl (metalmeccanici)  esprimono la massima vicinanza e solidarietà alla famiglia dell’operaio travolto da questa terribile tragedia.

Tuttavia, davanti all’ennesimo incidente, la rabbia e l’indignazione non possono più essere taciute. Non si può e non si deve parlare di “fatalità”. La sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare quando si opera in quota, è regolata da norme precise e sistemi di protezione che, se applicati correttamente, azzerano il rischio di incidenti.

“Siamo di fronte a una strage silenziosa che continua a colpire i soggetti più vulnerabili della catena produttiva – dichiarano Cisl, Filca e Fim. Troppo spesso la frammentazione del lavoro, la rincorsa al massimo ribasso e la mancanza di un coordinamento rigido tra azienda committente e ditte esterne si traducono in un abbassamento dei livelli di controllo e di prevenzione.”

Cisl, Filca e Fim chiedono che venga fatta immediata e piena luce dalle autorità competenti sulle dinamiche dell’accaduto, accertando ogni eventuale responsabilità in merito al rispetto dei protocolli di sicurezza e all’uso dei dispositivi di protezione individuali e collettivi (linee vita, reti di sicurezza, imbracature).

Le organizzazioni sindacali tornano a chiedere con forza:

– Un tavolo di monitoraggio permanente con le istituzioni locali, le associazioni datoriali e gli organi di vigilanza (Ausl e Ispettorato del Lavoro) per intensificare i controlli nei cantieri e nelle fabbriche del circondario imolese.

– La piena applicazione della patente a punti e di criteri stringenti di qualificazione delle imprese negli appalti privati, bandendo chi non investe in formazione e sicurezza.

– Maggiore potere di intervento per i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS e RLST), che devono poter sospendere le lavorazioni a rischio senza ritorsioni.

Il sindacato non farà un passo indietro. La sicurezza non è un costo o un rallentamento della produzione, ma un diritto costituzionale inalienabile. È tempo che la responsabilità sociale d’impresa diventi realtà e non resti solo uno slogan.