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Koinè prosegue la mobilitazione


Pubblicato il: 11 Gennaio 2025
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Nella giornata di lunedì 13 gennaio 2025, si terrà davanti la sede dell’azienda Koinè Bologna, sita a Bologna in via de Pisis 11/L, il secondo presidio delle lavoratrici e dei lavoratori per protestare contro la scelta dell’azienda di dare disdetta del contratto integrativo aziendale, frutto di conquiste ottenute in oltre 15 anni di lotte e rinnovi contrattuali che ora l’azienda con un sol colpo di spugna pensa di cancellare.

Dal primo gennaio di quest’anno infatti, senza alcun preavviso minimo, Koinè Bologna ha deciso di non voler più prorogare gli accordi in essere, dopo che però, per ottenere un punteggio più alto nel bando di gara dell’Appalto Hera, che tra l’altro prevede anche l’obbligo di una contrattazione territoriale nei suoi appalti – bando che va in assegnazione proprio in questi giorni – al contrario, aveva richiesto al Sindacato di poter prorogare gli accordi in essere, proprio col fine di un punteggio maggiore.

Ad aggravare tale scelta poi l’azienda, contestualmente ci comunicava anche la volontà di non voler dare più corso al lavoro agile secondo gli impegni assunti col Sindacato, ma di voler far sottoscrivere ai lavoratori un nuovo accordo di lavoro agile che prevedeva un solo giorno a settimana, a totale discrezione dell’azienda, eventualmente revocabile per esigenze aziendali.

A quel punto le assemblee dei lavoratori hanno deciso all’unanimità di dare mandato alla parte sindacale di proclamare un pacchetto di 48 ore di sciopero con diverse iniziative, presidi e mobilitazioni da svolgersi nel mese di gennaio.

Quella di lunedì 13 gennaio sarà la quarta di una serie di iniziative di sciopero, sarà dell’intera giornata per tutti i lavoratori e prevedrà il presidio di lavoratrici e lavoratori, oltre alla presenza di delegati RSU e funzionari, per spiegare alla cittadinanza, alla Stampa e le eventuali redazioni dei giornali, sia le ragioni nel dettaglio, sia le iniziative sindacali in cantiere, dopo che sia la prima giornata di sciopero, sia gli scioperi in ingresso ed in uscita, hanno registrato punte altissime di adesione, nonché un presidio di oltre 30 persone, nonostante il gelo impietoso.

Non assisteremo ancora una volta, inerti, all’ennesima gara al massimo ribasso negli appalti, fatta sulla pelle dei lavoratori, alla cancellazione dei diritti e del salario integrativo dei lavoratori, che già nel settore vivono una condizione piuttosto difficile.