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Menarini Bus rischia di ripiombare nel caos


Pubblicato il: 17 Aprile 2025
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Purtroppo la situazione della Menarini desta ancora grande preoccupazione.

Sono passati già 10 mesi dall’ingresso nella compagine societaria della nuova proprietà fortemente voluta dal MIMIT e la produzione a Flumeri (AV) stenta a ripartire, non c’è traccia del rilancio dello stabilimento di Bologna, nel quale dovevano essere concentrate alcune funzioni fondamentali (Ricerca e Sviluppo, prototipazione, area commerciale, ricambi e assistenza post vendita), e negli ultimi giorni si sono verificati alcuni eventi alquanto inquietanti: due figure centrali nel progetto industriale, il direttore industriale e il responsabile della produzione, sono “scappati a gambe levate” dall’azienda, mentre l’azienda ha pensato bene di procedere con 5 licenziamenti unilaterali (3 a Bologna e 2 a Flumeri) al di fuori della procedura concordata e firmata in Regione il 20 dicembre 2024.

Paradossalmente, l’unica cosa che procede ordinatamente è il piano di ricollocamento fuori dall’azienda sottoscritto dalle organizzazioni sindacali e votato dalle lavoratrici e dai lavoratori (ad oggi 12 lavoratori hanno intrapreso un percorso di ricollocamento volontario e incentivato mentre saranno circa 30 quelli accompagnati verso la pensione).

Bene ha fatto la Regione Emilia Romagna, nella persona dell’Assessore al Lavoro Giovanni Paglia, a convocare le parti per il 23 aprile per verificare l’andamento dell’accordo che prevede non solo il percorso di tutela per i lavoratori in esubero, ma anche un vero e proprio piano industriale e un piano di assunzioni del quale, ad oggi, non v’è traccia.

In tutto ciò risulta assordante il silenzio del Ministero dell’Impresa e del Made in Italy che, nonostante le ripetute richieste di incontro da parte delle organizzazioni sindacali nazionali, continua a non convocarci e anzi a portare la vertenza come esempio di “buon Governo”.

Ancora una volta le lavoratrici e i lavoratori dimostrano di avere a cuore le sorti di questa azienda: hanno immediatamente scioperato lunedì 14 aprile alla notizia dei 3 licenziamenti e torneranno a scioperare, con presidio, mercoledì 23 in occasione dell’incontro in Regione Emilia Romagna.