Skip to main content

Home » News » News » Philip Morris stato agitaz. e assemblea pubblica

Philip Morris stato agitaz. e assemblea pubblica


Pubblicato il: 22 Giugno 2026
Nella categoria:

Stato di agitazione sindacale in Philip Morris: diritti in fumo?

Fumata nera dopo mesi di trattative. Sindacati allarmati per il futuro del sito di  Bologna: organico insufficiente, carichi di lavoro insostenibili e investimenti a rischio.

Proclamate 16 ore di sciopero e indetta un’assemblea pubblica.

Mesi di negoziati e nessun accordo. Le Segreterie  territoriali di FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL, insieme alle RSU, annunciano  l’apertura dello stato di agitazione sindacale per i lavoratori e le lavoratrici della  Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna. La decisione matura a seguito  dell’ennesimo stallo nelle trattative, aggravato dalle tattiche dilatorie messe in atto  dall’azienda per trascinare la discussione a ridosso della pausa estiva, venendo meno  all’impegno di chiudere l’intesa in tempi rapidi.

Al centro della vertenza c’è un cortocircuito che mette a rischio sia i diritti attuali dei  lavoratori sia le prospettive future dello stabilimento bolognese, un polo industriale  strategico che senza adeguate scelte organizzative potrebbe rischiare il declino.

Carichi di lavoro insostenibili e precarietà
Il confronto sindacale è naufragato su punti fondamentali per la vita della fabbrica:
Organici e precarietà: l’organico attuale risulta, oggi, insufficiente a coprire i  fabbisogni produttivi. L’abuso ciclico della precarietà impedisce una  formazione adeguata del personale, compromettendo l’efficienza produttiva e  aggravando i carichi di lavoro.
Salute e sicurezza: i carichi di lavoro risultano fortemente sbilanciati e  insostenibili in diversi reparti di produzione e in alcune aree impiegatizie,  generando pesanti criticità operative e rischi per il benessere psicofisico.
Agibilità sindacali: l’azienda nega alle RSU, e alle Organizzazioni Sindacali, strumenti moderni di comunicazione, come la bacheca virtuale, limitando il  diritto di interloquire efficacemente con i lavoratori. Tali strumenti erano  riconosciuti e agibili fino a pochi anni fa.

Il futuro del sito bolognese potrebbe essere a rischio

La preoccupazione più grande riguarda la tenuta industriale dello stabilimento. La fabbrica esprime un altissimo potenziale tecnologico che non viene sfruttato a causa  delle inefficienze organizzative e della carenza di personale.
Invece di crescere, i volumi produttivi si stanno riducendo, e non per flessioni di  mercato. Il segnale più inquietante è la recente perdita della priorità sul progetto  “Nil” per i prodotti orali: un investimento cruciale per il rilancio di Bologna,  presentato ai Sindacati, anche Nazionali, solo poche settimane fa e già dirottato  dall’azienda verso siti esteri. Questa “concorrenza interna” dei siti europei rischia di  tradursi in un progressivo disimpegno della multinazionale in Italia, con pesanti  ricadute occupazionali.

Mobilitazione: Assemblea Pubblica e 16 ore di sciopero

Per rispondere a questa situazione e difendere il futuro industriale del territorio, i  sindacati avviano un percorso di mobilitazione straordinario che coinvolgerà l’intera  cittadinanza, le istituzioni e i mass media:

ASSEMBLEA PUBBLICA: Aperta ai cittadini, alle lavoratrici, ai lavoratori e agli  organi di informazione; si terrà il giorno mercoledì 24 giugno 2026 dalle ore  10:00 alle ore 13:00 presso le adiacenze esterne del sito di PMI, in Via Giacomo Venturi 2 a Crespellano (Valsamoggia).

PACCHETTO DI SCIOPERO: Verranno proclamate 16 ore di sciopero  complessive, le cui modalità di articolazione tra i vari turni verranno  dettagliate e comunicate nei prossimi giorni.

“L’azienda deve invertire la rotta immediatamente. Una multinazionale non è fatta  solo di marchi e tecnologie, ma vive del lavoro quotidiano delle persone”,  sottolineano FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL. “Non assisteremo in silenzio  allo svuotamento industriale di questo sito”.

Non lasceremo che i nostri sacrifici e il nostro lavoro vada in fumo!!!