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Sanità servono scelte concrete e di sistema


Pubblicato il: 29 Dicembre 2021
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Servono scelte concrete e di sistema, basta blocchi delle assunzioni e certezze sulla valorizzazione dei professionisti

Come CISL FP crediamo che sia finita la stagione degli “impegni” e che per il personale sanitario sia invece arrivato il momento dei fatti. Non riteniamo sufficiente la semplice promessa generica di sbloccare le assunzioni al 1 gennaio, pensare che al 2 gennaio sia in servizio tutto il personale che serve è infatti una chimera, chiediamo che la programmazione delle assunzioni riparta subito e soprattutto da numeri certi.
Pensiamo sia invece il momento di attuare scelte di sistema e di rilancio della sanità pubblica, l’attuazione del progetto di sanità territoriale pensato prima del Covid nel nostro territorio con la rete di Case della Salute e di infermieri di famiglia sarebbe stata impensabile con il personale a disposizione anche se non ci fosse stata la pandemia, figuriamoci ora che il PNRR ne prevede una importante implementazione.

Le aziende sanitarie metropolitane nel 2019, anno prima del Covid, dichiaravano un fabbisogno di personale di 650 unità del comparto (infermieri, OSS, tecnici, amministrativi), va da sè che le assunzioni straordinarie 2020 e 2021avrebbero consentito di sanare la situazione in condizioni normali, mentre da due anni stiamo affrontando una situazione straordinaria che impatta pesantemente sul personale. Il personale assunto in questi anni è stato infatti impiegato prevalentemente per la gestione delle attività attinenti al Covid: tamponi, vaccinazioni, reparti Covid dedicati, aree emergenza. Con la conseguente riduzione di personale in tanti servizi che oggi lavorano sotto organico e in riduzione di attività, sta qui la gravità della scelta da parte della Regione di bloccare il turn over in questi mesi.

Le conseguenze si riversano sul personale e sul servizio al cittadino. Da un lato infatti ai professionisti vengono richiesti lo spostamento in reparti Covid dove non lavoravano da oltre un anno, il salto riposo o i doppi turni, con tutto quello che ne consegue dal punto di vista lavorativo e personale in un momento in cui prevalgono la frustrazione e la difficoltà a riconoscere una valorizzazione stabile per l’impegno profuso.
Dall’altro lato assistiamo poi alla riduzione di posti letto e alla contrazione di attività ordinaria che comporta l’allungamento delle liste d’attesa per prestazioni chirurgiche e di screening in particolare.

Le criticità sono trasversali su tutte le aziende: i Pronto Soccorso di Maggiore e S.Orsola fronteggiano un grande iperafflusso, la centralizzazione del personale nelle aree Covid provoca una carenza in particolare di OSS nelle strutture del territorio (come ad esempio all’ospedale di Bentivoglio) e non dobbiamo dimenticare l’area amministrativa, che assicura i rifornimenti costanti di strumentazione ai reparti, e che da mesi vede rinviato il concorso metropolitano per il reclutamento di personale.

Questa istanza la porremo il 18 gennaio alla Regione Emilia Romagna con il presidio regionale.


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