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Riorganizzazione rete ortopedica


Pubblicato il: 26 Luglio 2024
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AUSL di Bologna e Istituto Ortopedico Rizzoli hanno di recente annunciato nelle rispettive sedi di confronto sindacale l’intenzione di procedere con una grande riorganizzazione della rete ortopedica a livello metropolitano che prevederebbe l’acquisizione da parte dello IOR del personale del comparto oggi impegnato in questa specialistica nelle strutture della AUSL di Bologna attraverso una vera e propria cessione di ramo d’azienda.

Le aziende hanno fornito solo una prima informativa generica senza numeri di dettaglio ma si tratterebbe di circa un centinaio di lavoratori fra infermieri e OSS afferenti ai reparti di Ortopedia dell’Ospedale Maggiore e dell’Ospedale di Bentivoglio, a cui si aggiungono quelli impegnati nell’attività ortopedica delle sedi territoriali di Porretta Terme, San Giovanni in Persiceto, Budrio e presso gli ambulatori territoriali.

La Cisl FP ha espresso da subito la contrarietà rispetto all’utilizzo dello strumento di cessione di ramo d’azienda, che creerebbe anche un precedente importante per la sanità metropolitana, e ha avvertito le aziende di evitare i consueti “blitz” estivi per realizzare questo progetto che si scontra con forti preoccupazioni del personale del comparto. Non è chiaro inoltre quali sarebbero i benefici per gli ambulatori dell’Istituto Ortopedico Rizzoli che gestiscono le prese in carico dei pazienti post trauma e post intervento nell’ambito delle collaborazioni già oggi esistenti fra le due aziende con problemi di sovraccarico di prenotazioni importanti.

“La preoccupazione fra i lavoratori – commenta Stefano Franceschelli, Segretario Generale Cisl FP Area Metropolitana Bolognese – è molto forte in quanto il passaggio diretto da AUSL di Bologna a Istituto Ortpedico Rizzoli precluderebbe loro opportunità lavorative. Prima fra tutte quella di potersi candidare per la mobilità interna alla AUSL, uno strumento su cui come Cisl FP abbiamo lottato molto in questi mesi in quanto consente di scegliere un diverso ambito per il proseguimento del proprio percorso professionale o una sede che aiuti la concilazione vita-lavoro, essendo la AUSL una azienda territoriale”.

La cessione di ramo d’azienda, se attuata, aprirerebbe inoltre un altro problema relativo alla parificazione salariale.

“AUSL di Bologna e Istituto Ortopedico Rizzoli hanno diversi livelli di produttività e di salario accessorio – prosegue Franceschelli – si rischia quindi di creare una disparità di retribuzione fra lavoratori che lavorano nella stessa struttura da un reparto all’altro. Questo è il motivo per cui come Cisl FP abbiamo sempre sostenuto che le riorganizzazioni a costo zero non si fanno, e questa non fa certo eccezione”.

Per la CISL FP le maggiori sinergie fra aziende sanitarie sono necessarie nell’ottica di migliorare il servizio al cittadino e, con riferimento specifico al settore ortopedico, di efficientare lo smaltimento delle liste d’attesa ma a patto che non si traducano in scelte che penalizzano i lavoratori.
Questi progetti devono avere una programmazione gestita da una regia istituzionale, che è quella della CTSS Metropolitana, non essere affidate a informative sommarie.