Tracmec di Mordano L’azienda comunica 45 licenziamenti collettivi, scatta lo sciopero
Doveva essere un incontro informativo sulle prospettive aziendali e sull’avvio della trattativa per il rinnovo dell’integrativo aziendale, invece dalla Germania si sono presentati i vertici del gruppo, accompagnati da avvocati e consulenti, assistiti da Confindustria Emilia Area Centro a comunicare che lo stabilimento della Tracmec di Mordano produrrà fino ad agosto, con lo spostamento della produzione in altri contesti.
Per la Fiom di Imola, la Fim metropolitana e le rappresentanze sindacali presenti al tavolo si è rivelata una doccia gelata, dato che il tavolo era stato predisposto per parlare di prospettive e investimenti e appunto del rinnovo dell’integrativo.
Motivazione della decisione aziendale: calo significativo degli ordini e costo della produzione non più sostenibile, da qui l’intenzione di produrre in altri paesi, in primis in Cina.
Tracmec Srl è un’azienda storica del territorio, che fa parte del gruppo multinazionale BAUER GROUP e produce macchinari per l’industria estrattiva e delle costruzioni, in particolare di sottocarri e cingolati.
Occupa lavoratrici e lavoratori, impiegati tecnici ed amministrativi e maestranze di alto profilo tra cui saldatori, montatori, verniciatori e operatori alle macchine utensili.
Lavoratori che, in alcuni casi, sono occupati anche da oltre 25 anni e che oggi non hanno più la certezza del proprio posto di lavoro.
«Metteremo in campo tutte le azioni necessarie, a partire dai tavoli istituzionali, per salvare lo stabilimento di Mordano ed evitare i licenziamenti – dichiarano Marco Valentini della Fiom Cgil Imola e Antonino Liuzza della Fim territoriale, insieme alla Rsu -. La Direzione aziendale voleva incontrare i lavoratori per parlare con loro dopo l’incontro sindacale, ma ci siamo opposti proclamando subito il fermo delle attività e lo sciopero immediato su mandato conferito dalle maestranze con un’assemblea svolta al momento -. E’ inaccettabile che una multinazionale ci venga a dire che produrre a Mordano costa troppo e quindi si trasferisce il sito. Se c’è un calo di ordinativi, in Italia esistono ammortizzatori sociali per i quali Tracmec dispone del monte ore necessario. Il vero motivo è un’assenza strategica sullo stabilimento e come sempre sono le lavoratrici e i lavoratori a pagare scelte che invece determinano l’incremento di profitto e di margine della multinazionale».
Fiom, Fim e RSU hanno già proclamato lo stato di agitazione permanente e nelle prossime ore si metteranno in campo ulteriori azioni, a partire appunto dalla convocazione dei tavoli istituzionali.