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Tracmec 48 ore per ritirare licenziamenti


Pubblicato il: 22 Ottobre 2025
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Si è svolto, mercoledì 22 ottobre, in videoconferenza il tavolo di crisi in merito alla vicenda Tracmec di Mordano, dove a fronte di un accordo datato 29 maggio, che prevedeva il ritiro della procedura di licenziamento collettivo avanzata dalla società facente capo alla multinazionale tedesca Bauer in data 16 aprile e l’apertura  degli ammortizzatori sociali, ha visto presentata dal gruppo una nuova procedura di licenziamenti collettivi per i 30 lavoratori rimasti sui 45 iniziali in data 17 ottobre 2025.

Procedura contestata da Fim Fiom e Uilm che ne richiedono l’immediato ritiro.

L’incontro alla presenza dell’assessore Giovanni Paglia della regione Emilia Romagna, di Stefano Mazzetti della Città Metropolitana di Bologna oltre al sindaco di Mordano Nicola Tassinari, di Confindustria Emilia e di Fim Fiom e Uilm di Imola ha evidenziato la necessità di trovare soluzioni che possano tutelare le lavoratrici e i lavoratori rimasti in azienda.

Chiara la posizione delle organizzazioni sindacali che hanno richiesto il ritiro immediato della procedura di licenziamenti e il rispetto degli accordi stipulati in data 29 maggio.

L’azienda anche su pressione degli stessi sindacati e delle istituzioni si è presa 48 ore di tempo per ritornare sui propri passi e ritirare la procedura.

E’ infatti previsto un nuovo tavolo venerdì 24 ottobre dove ci si auspica un ripensamento da parte del Gruppo Tedesco, che oggi al tavolo era rappresentato dall’Amministratore Delegato di Tracmec  assistito dai legali della società.

La FIM CISL Area Metropolitana Bolognese (AMB), per voce di Antonino Liuzza, chiede con fermezza il ritiro immediato della procedura di licenziamento collettivo pervenuta ai canali ufficiali lo scorso 17 ottobre da parte della società Bauer. Tale ritiro è la condizione imprescindibile per ripristinare un clima di sereno e costruttivo confronto, ad oggi gravemente minato dalla messa in campo unilaterale di una procedura così impattante.

“Sottolineiamo – dichiara il sindacalista Fim –  la necessità di concordare tra le parti soluzioni che, esaurito l’ammortizzatore di solidarietà, garantiscano la necessaria copertura economica a quei lavoratori che, fino ad oggi, non sono riusciti nel ricollocamento. Questa esigenza, come peraltro descritto nell’accordo quadro, è stata ribadita con chiarezza anche dall’Assessore regionale Paglia, durante il tavolo di confronto odierno. Auspichiamo che le prossime 48 ore siano utilizzate da Bauer con la massima ragionevolezza, agendo con responsabilità sociale per scongiurare una situazione drammatica per i lavoratori e le loro famiglie”.

“Se tale atto di ragionevolezza non dovesse concretizzarsi – conclude Antonino Liuzza – ci vedremo costretti a utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione. Non permetteremo a nessuno di trasformare un accordo faticosamente raggiunto, frutto dello sforzo e del sacrificio sostenuto dai lavoratori con 45 giorni di presidio ai cancelli, nel finale di una vicenda imprenditoriale povera di etica e di rispetto sociale.”