Tracmec di Mordano, Fim, Fiom e Uilm informano che venerdì 17 è arrivata la comunicazione di una nuova procedura di licenziamento collettivo per i restanti 30 lavoratori rimasti in azienda.
Tutto questo nonostante il 29 maggio, dopo 45 giorni di scioperi e presidi ai cancelli della fabbrica di Mordano, fosse stato sottoscritto un accordo che prevedeva il ritiro dei licenziamenti collettivi di 45 dipendenti e l’attivazione degli ammortizzatori sociali fino al 31 dicembre 2025, con l’impegno di prorogarne l’utilizzo oltre tale data.
Fiom, Uilm, e Fim di Imola confidano nel tavolo istituzionale previsto per martedì prossimo con la Regione, Città metropolitana di Bologna e Comune di Mordano Nicola. In questi mesi, proseguono le sigle dei metalmeccanici, “gli ammortizzatori sociali hanno consentito ad alcuni lavoratori di ricollocarsi in aziende del territorio, accedendo anche ad un incentivo all’esodo”. E nell’accordo di fine maggio “era previsto anche l’impegno da parte di Tracmec e del gruppo tedesco di un percorso di reindustrializzazione del sito”.
“L’ennesima, irresponsabile decisione del gruppo tedesco Bauer – dichiara Toni Liuzza Fim Cisl Area metropolitana bolognese – di attaccare frontalmente sindacati, istituzioni e soprattutto i lavoratori, è un’offesa intollerabile alla dignità delle persone e alla sana etica sociale. C’è ancora chi crede che venire in Italia significhi poter saccheggiare impunemente aziende, svuotare territori di lavoro e violare principi costituzionali, trasformando il nostro Paese in un luogo di mera speculazione industriale. È un’idea inaccettabile e pericolosa, che va contrastata con fermezza”.