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Fim,Fiom,Uilm Tracmec pressing per continuità


Pubblicato il: 22 Luglio 2025
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Tracmec (Mordano) Partito il contratto di solidarietà. Ora monitorare con attenzione la situazione al fine di favorire investimenti utili alla continuità produttiva dello stabilimento di Mordano

E’ previsto nei prossimi giorni un nuovo incontro presso la Regione Emilia Romagna e la Città metropolitana di Bologna per cercare di trovare soluzioni utili alla reindustralizzazione del sito della Tracmec di Mordano.

Rispetto all’ultimo incontro davanti alle istituzioni  c’è stata un’evoluzione importante della vertenza che ha portato alla sottoscrizione di un accordo che prevede il ritiro immediato della procedura di licenziamento collettivo già attuato il 29 maggio e l’avvio degli ammortizzatori sociali a partire dal contratto di solidarietà.

-Come Organizzazioni Sindacali ribadiamo con forza che la priorità deve restare la salvaguardia dell’occupazione, della continuità produttiva e garantire la continuità aziendale anche attraverso delle  possibili manifestazioni di interesse da parte di imprenditori o gruppi che potrebbero avere interesse ad investire sul sito e sul territorio – comunicano Fim, Fiom e Uilm di Imola.

Tracmec produce sottocarri e cingolati per il settore estrattivo ed edilizia e il 16 aprile 2025 avviò una procedura di licenziamenti collettivi per l’intera forza lavoro, manifestando di fatto la dismissione della produzione nello stabilimento di Via Selice a Mordano.

Dopo un mese e mezzo di presidio ai cancelli con scioperi e presidio permanente h 24 a partire dal 9 maggio scorso, si è riusciti a far fare un passo indietro alla Dirigenza che ha ritirato la procedura e sottoscritto un accordo con Fim Fiom, Uilm e le rappresentanze sindacali unitarie.

Lotta delle lavoratrici e dei lavoratori  ha visto anche un importante sostegno delle istituzioni locali e regionali oltre alla  grande rete di solidarietà che si è creata attorno alla vertenza.

Accordo che prevede anche un impegno alla reindustrializzazione anche se allo stato attuale,   l’azienda è impegnata ad evadere gli ultimi ordinativi, condizione questa che sta portando alcuni lavoratori ad optare per l’uscita incentivata volontaria da Tracmec e il ricollocamento in altre realtà produttive del territorio.

Come Fim-Fiom-Uilm territoriali riteniamo utile aggiornare le istituzioni rispetto alla situazione attuale, e crediamo che il gruppo Bauer debba prendere in considerazione tutte le strade possibili per permettere la continuità della produzione e soprattutto dell’ occupazione informando i tavoli istituzionali di come intenderà procedere nei prossimi mesi esplicitando le reali intenzioni, anche perché non escludiamo che il gruppo tedesco possa avere l’intenzione di investire comunque , visto che su Imola è già presente un altra  realtà facente parte del gruppo Bauer  che potrebbe essere dislocata in Via Selice e che al momento occupa uno stabilimento in affitto in città. Realtà che però svolge attività commerciali , di assistenza, vendita e noleggio e non di produzione.

Il nostro obiettivo è quello di salvare il sito e dare la possibilità a chi vorrà investire di avere tutte le condizioni di poter avere un confronto con la multinazionale ma il tutto nell’ottica di mantenere l’occupazione e le professionalità di chi vorrà rimanere a produrre nello stabilimento di Mordano.

Chiederemo quindi alla Bauer Group di dirci cosa intenderà fare nei prossimi mesi dello stabilimento di Via Selice  e quali sono le prospettive per il lavoratori e le lavoratrici di Tracmec  durante il periodo di solidarietà e nei periodi successivi.

Fim , Fiom Uilm Imola