Lunedì 17 febbraio i Sindaci dell’Unione di Terre d’Acqua si riuniranno in Giunta, presso il Municipio di Persiceto, per deliberare il bilancio di previsione unionale. Se la maggioranza dei Sindaci non dovesse approvarlo, l’Unione subirebbe nuovamente l’onta del commissariamento con le conseguenze politiche del caso. Come se non bastasse, in queste ore si fa strada con sempre maggior forza l’ipotesi dello scioglimento.
Come Sindacato in questi anni abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità per comunicare alle Amministrazioni, attraverso i confronti periodici, la necessità di mantenere unita l’Unione dei Comuni, in un rapporto di collaborazione e sinergia con gli enti che ne fanno parte, con la consapevolezza del bene comune che essa rappresenta.
Lunedì, però, la scelta definitiva sarà dei SINDACI che dovranno assumersi la piena responsabilità della loro decisione.
Noi saremo presenti, riuniti in un pacifico sit-in davanti al Municipio, per ribadire la nostra posizione sindacale che rimane invariata: L’UNIONE DEVE ANDARE AVANTI.
È fondamentale mantenere in Unione il coordinamento dei servizi essenziali, come l’ufficio di piano distrettuale, la centrale unica di committenza per gli appalti, i servizi informatici, finanziari e del personale, lo sportello catastale, il sistema museale e la protezione civile.
Il rischio è che venga disperso il patrimonio di esperienze professionali rappresentato da tutti i dipendenti dell’Unione che, al contrario, andrebbe valorizzato e incentivato, così come tutti i dipendenti dei Comuni che afferiscono all’Unione, ai quali vanno garantite pari opportunità e risorse.
Per questo motivo, come organizzazioni sindacali , ci appelliamo affinché il modello dell’Unione dei Comuni non solo venga mantenuto, ma sia rilanciato con maggiore e doverosa attenzione da parte dell’Unione alla gestione ottimale delle risorse. Per ribadire le nostre posizioni, ci ritroveremo in un sit-in in piazza del Popolo a San Giovanni in Persiceto lunedì 17 febbraio alle ore 14:00.
Con la speranza che la ragione, alla fine, prevalga sull’interesse di parte.