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Uscita Comune S.Agata da Unione Terre Acqua


Pubblicato il: 26 Aprile 2025
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Il 24 aprile siamo stati convocati come Cgil-Cisl e Uil dal Sindaco di Sant’Agata Bolognese sia per un’illustrazione del Bilancio Consuntivo (l’uso degli avanzi di amministrazione ed alcune variazioni importanti di Bilancio) sia per la comunicazione della decisione di uscire unilateralmente dall’Unione di Terre d’Acqua.

Sant’Agata sceglie di seguire le orme di Persiceto e di recedere dai servizi che ancora oggi sono in Unione (Personale, CUC, SIAT, Ufficio di Piano). Le motivazioni illustrateci sono abbastanza simili, ovvero “stanchezza politica, litigiosità, impossibilità ad andare avanti in una situazione di cause aperte e veti incrociati sulle votazioni dei bilanci”. Niente di nuovo quindi rispetto a quanto sta già accadendo ormai da anni e che, nonostante tutto, non ha mai interrotto le attività dell’Unione con servizi che hanno continuato a lavorare normalmente e raggiunto addirittura elevati livelli di efficienza e qualità.

È quindi questo a sorprenderci. Anche Sant’Agata sceglie di perseguire il dilettevole piuttosto che l’utile, guarda il dito piuttosto che osservare la prospettiva. Il Sindaco ammette che i servizi sono di assoluta qualità e, paradossalmente, asserisce che nonostante l’uscita dall’Unione ci sarebbe la volontà di convenzionarsi con essa per continuare a fruirne.

Tanto più paradossale perché, non è un mistero per nessuno, Sant’Agata non è Persiceto, sia per numero di dipendenti che per bilancio e capacità di spesa. I dipendenti sono pochissimi, solo 2 vigili, ufficio tecnico all’osso, turnover di chi arriva e scappa via elevatissimo. In queste condizioni il Comune da solo non va da nessuna parte, avrebbe quindi disperatamente bisogno di essere come minimo in Unione, se non addirittura fondersi con un altro Comune. Se oggi il Sindaco ci avesse annunciato la volontà di fondersi con Persiceto, ecco, questa sì che è una scelta che avremmo capito! Invece se ne seguono le orme senza averne i numeri. Se quindi il giudizio sull’uscita di Persiceto era già negativa, questa di Sant’Agata è scellerata, un convinto salto nel buio.

Come organizzazioni sindacali ribadiamo l’importanza strategica delle Unioni per il miglioramento della qualità dei servizi erogati ai cittadini, per la razionalizzazione della struttura amministrativa e organizzativa, per l’ottimizzazione del rapporto fra risorse disponibili e risultati ottenuti in termini di efficienza e di economicità, per lo sviluppo dei processi di partecipazione dei cittadini all’attività amministrativa e alla vita della propria comunità.

Il 28 ci sarà il primo dei Consigli Comunali previsti per formalizzare l’Uscita: non possiamo che augurarci fino all’ultimo che ci sia un ripensamento e si receda da una decisione apparentemente irremovibile.

Le organizzazioni sindacali restano impegnate nel confronto sulle ricadute che le scelte intraprese o annunciate in queste settimane avranno, sia sui due Comuni in uscita che sui quattro che pensano di continuare.  Chiederemo garanzie sui Servizi, sui dipendenti, e la sostenibilità per ogni ente coinvolto, a garanzia delle prospettive e lo sviluppo di questo territorio.

“Cisl Area metropolitana  – dichiara Fabio Gioli, coordinatore di zona –  intende aprire il confronto a Città Metropolitana di Bologna, fin qui apparsa latitante, e che ha un ruolo preciso nel suo rapporto con le Unioni del territorio (tra l’altro, ruolo definito da Legge nazionale – l.n.56/2014; Legge regionale – lr.n.24/2017; Regolamento per il funzionamento dell’Assemblea della città Metropolitana di Bologna – approvato nel 2015; Regolamento della città Metropolitana bolognese per la gestione dei servi e delle funzioni delegate – approvato nel 2016; nonché ruolo definito da protocolli sindacali intercorsi nel tempo): ed è ruolo di promozione della cooperazione tra Enti; è ruolo di coordinamento politico tra Unioni e nelle Unioni; ruolo di assistenza tecnica; ruolo di favorire nel territorio la convergenza su progettualità condivise e coordinate”.