Refezione scolastica del Comune di Bologna: un buon accordo che difende e migliora le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori, il comunicato dei sindacati confederali Cgil,Cisl e Uil e di quelli di categoria Filcams, Fisascat, Uiltucs.
Un accordo raggiunto attraverso la contrattazione di categoria e confederale, grazie alla determinazione del sindacato e alla scelta del Comune di Bologna che afferma un principio fondamentale: stesso lavoro, stesso contratto.
Sono 450 circa le lavoratrici (in prevalenza) e i lavoratori occupati nel servizio di ristorazione scolastica svolto in appalto per il Comune di Bologna. Dal 1 settembre 2026 tutte le lavoratrici coinvolte sono passate dal precedente gestore (Camst) e dalla società in appalto Dussmann alle società subentranti, Camst, Cirfood e Gemos componenti una RTI che si è aggiudicata nella gara entrambi i lotti in cui è suddiviso l’appalto.
Ricordiamo che la gara di appalto si è svolta nella cornice delineata con l’accordo sindacale sottoscritto prima il 7 marzo 2025 e poi riconfermato (la gara nel 2025 era andata deserta) l’11 maggio 2026 dalle organizzazioni sindacali confederali e di categoria di CGIL CISL e UIL con il committente, il Comune di Bologna.
Due sono i punti più qualificanti dell’accordo: il mantenimento di tutta l’occupazione (compresi i lavoratori somministrati) e soprattutto l’applicazione del divieto di subappalto per le attività di approvvigionamento, stoccaggio, produzione, confezionamento dei pasti e somministrazione a scuola. Questo significa l’applicazione a tutti i lavoratori e le lavoratrici dello stesso Contratto Collettivo Nazionale: Pubblici Esercizi, Ristorazione Collettiva e Commerciale e Turismo, in particolare alle 198 lavoratrici (dipendenti Dussmann) ai quali in precedenza era applicato il Contratto Multiservizi.
L’accordo consente inoltre di affermare un principio importante: stesso lavoro, stesso contratto. A parità di attività svolta, viene garantita un’unica cornice contrattuale di riferimento, superando la frammentazione che in passato ha determinato l’applicazione di contratti diversi a lavoratrici e lavoratori impiegati nello stesso servizio. E’ un risultato significativo, che rafforza l’omogeneità dei trattamenti, tutela i diritti e le condizioni di lavoro e contrasta forme di concorrenza basate sulla riduzione delle tutele contrattuali.
Significativo è anche il fatto che l’accordo sindacale prevede che le lavoratrici oggi dipendenti di Gemos e Cirfood (provenienti da Camst o Dussmann) manterranno o acquisiranno le condizioni economiche migliorative previste dal Contratto Integrativo Aziendale CAMST (Elemento economico fisso aggiuntivo rispetto ai minimi del CCNL, maggiorazioni più alte rispetto al CCNL e trattamento economico di malattia al 100% per il periodo di carenza al di là della durata dell’evento).
Senza ombra di dubbio un ottimo accordo.
